Come impugnare il verbale Inps che nega l’indennità di accompagnamento

indennità accompagnamento bresciaCosa fare quando la Commissione Sanitaria INPS nega l’indennità di accompagnamento?

In questo articolo andremo ad analizzare cosa fare quando la commissione sanitaria INPS nega l’indennità di accompagnamento: a tal scopo è necessario preliminarmente comprendere cos’è e quali sono i presupposti per beneficiare di tale provvidenza.

Definizione

L’indennità di accompagnamento è stata introdotta dalla Legge 11 febbraio 1980 n. 18 e consiste in una prestazione economica che l’Istituto nazionale di previdenza sociale (più comunemente noto come INPS) eroga in favore di soggetti riconosciuti invalidi civili totali a causa di minorazioni fisiche o psichiche, cioè per i quali sia stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’ausilio di un accompagnatore ovvero l’incapacità di compiere i principali atti della vita quotidiana in mancanza di assistenza continua.

Presupposti

Ma quali sono i presupposti per beneficiare di tale erogazione?

Il primo requisito richiesto, come anticipato, è il riconoscimento di una percentuale di invalidità totale, ovvero pari al cento per cento (100%); a questo se ne aggiungono di ulteriori:

  • impossibilità del soggetto di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • impossibilità del soggetto di compiere atti quotidiani della vita senza assistenza continua;
  • essere cittadino italiano o cittadino UE residente in Italia o cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • non essere ricoverato presso strutture sanitarie con rette a carico dello Stato o di altro ente pubblico o ricoverato in reparti di lungodegenza o riabilitativi.

Soltanto qualora l’invalido si trovi nelle condizioni sopra enunciate avrà diritto al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, la quale non è subordinata né a limiti di reddito né all’età del richiedente né allo svolgimento di attività lavorativa, sia essa subordinata o autonoma.

La legge, comunque, prevede alcune limitazioni al riconoscimento della provvidenza economica testé esaminata, più in particolare:

  • non è trasmissibile iure hereditatis dopo la morte dell’invalido;
  • non è cumulabile con altre indennità simili erogate, per esempio, per causa di lavoro, servizio o guerra.

Procedura da seguire per richiedere l’indennità di accompagnamento

Il soggetto interessato ha l’onere di recarsi presso il proprio medico curante (o altro specialista convenzionato SSN – Sistema Sanitario Nazionale ) e richiedere il cd certificato medico introduttivo, ove deve essere indicato che il richiedente è “persona impossibilitata a deambulare” o “persona che necessita di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.

Tale documentazione è necessaria ai fini dell’inoltro all’INPS dell’istanza di riconoscimento dell’invalidità civile.

A seguito dell’invio della domanda, il richiedente verrà convocato davanti alla Commissione Medica competente per effettuare gli accertamenti sanitari e, solo se la visita ha esito positivo confermando l’invalidità totale nella percentuale massima, verrà emesso il verbale definitivo.

La procedura, quindi, si concluderà con l’erogazione delle provvidenze economiche.

L’indennità di accompagnamento decorre dal mese successivo alla data di presentazione della domanda di accertamento sanitario all’ASL e, l’importo erogato per l’anno 2020 è pari ad euro 520,29.

La normativa vigente prevede che gli invalidi civili titolari dell’indennità di accompagnamento debbano presentare annualmente una dichiarazione relativa alla permanenza delle condizioni.

Il ricorso avverso il parere negativo espresso dalla Commissione Medica

Nelle ipotesi in cui l’INPS neghi l’esistenza della invalidità oppure, pur accertando la sua esistenza, non riconosce l’indennità di accompagnamento, è possibile contestare il verbale di accertamento. Come? Facendo ricorso avverso il parere negativo espresso dalla Commissione Medica chiedendo al Giudice competente, oltre al riconoscimento dell’indennità, la condanna dell’istituto al pagamento dei ratei maturati (e maturandi).

Più in particolare, il ricorso per accertamento tecnico preventivo dei requisiti necessari per ottenere l’accompagnamento deve essere depositato presso il Tribunale con l’assistenza di un avvocato.

Il Tribunale competente è quello del luogo di residenza del soggetto richiedente.

A seguito della presentazione del ricorso l’INPS si costituisce in giudizio con il deposito di una memoria difensiva.

All’udienza di comparizione il Giudice adito nomina un consulente tecnico di ufficio (CTU) conferendogli l’incarico di effettuare la visita medica del ricorrente.

Le valutazioni espresse dal CTU possono essere contestate, producendo diversi effetti, ovvero:

  1. a) qualora non vi siano contestazioni in merito alla perizia medica effettuata dal CTU, il Giudice, con decreto, omologa l’accertamento sanitario e provvedere sulle spese. Il decreto è inoppugnabile e non modificabile e, in caso di accertamento della sussistenza dei requisiti ex L. n. 18/1980, condanna l’INSPS al pagamento dell’indennità di accompagnamento;
  2. b) nel caso di contestazione delle valutazioni espresse dal CTU la parte interessata deve depositare il ricorso introduttivo del giudizio di merito e, in tal caso, inizia una causa vera e propria che si conclude con sentenza inappellabile.

Tempistica

La tempistica varia da Tribunale a Tribunale. A Brescia, attualmente, la procedura si esaurisce in 9 – 12 mesi.

Costi della procedura

Oltre ai costi dovuti per l’assistenza legale (si vedano le possibilità offerte dallo Studio per concordare i compensi professionali dell’avvocato), fuori dalle ipotesi in cui vi siano le condizioni per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato[1], il procedimento in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria presuppone dei costi cd. fissi, nel senso che sono stabiliti ex lege.

Questi sono:

  • marca da bollo da euro 27,00;
  • contributo unificato di euro 43,00. Il contributo unificato non deve essere versato soltanto qualora il reddito del ricorrente sia inferiore o uguale al limite stabilito dalla legge, che attualmente è pari ad euro 34.481,46.

Lo Studio Legale Pedretti, in Brescia, rimane a disposizione per maggiori informazioni ed assistenza in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie.

 

[1] Condizione per essere ammessi al patrocinio a spese dello stato è quella di essere titolari, in linea generale, di un reddito annuo imponibile, secondo l’ultima dichiarazione dei redditi, non superiore a euro 11.493,82 (aggiornato al 15.03.2018) .

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